Con il ritiro di Beppe Nadi, i maestri del Fides, Cesare Pasquali e Gino Caioli, si riunirono dapprima in una sala di piazza Mazzini per poi trovare, nel 1940, anno della prematura scomparsa di Nedo Nadi, una sede più stabile in piazza Cavour. Nel ’42 Bini, chiamato ad altro incarico tecnico, designò a succedergli il maestro Athos Perone. Dopo poco tempo le bombe rasero al suolo il Fides e gran parte della città, in quel periodo non c’era posto per la scherma e per lo sport in genere e i nostri schermidori dovettero mordere il freno.
Il 28 aprile del ’46 la squadra del Circolo Scherma Fides Livorno vinse finalmente la prima gara del dopoguerra, il Trofeo Gianni a Bologna, nello stesso anno a Lucca dominarono i campionati toscani di fioretto e di sciabola con Di Rosa, Pellini, Paoletti, Mirandoli, Cantini, Montano e Ciampi. Purtroppo Beppe Nadi, morto nel ’45, non ebbe la possibilità di assistere al rilancio dei suoi discepoli.
Visto il periodo storico, il Fides si doveva accontentare di vittorie regionali o al massimo nazionali come quelle di Pellini, ai campionati italiani universitari di fioretto e sciabola nel ’47. Dopo qualche anno fortunatamente si ricominciò a viaggiare e le gare si intensificano. Manlio di Rosa fece suo il trofeo internazionale di Cremona a cui parteciparono anche i belgi De Bouguuignon, Yves e Michiels, mentre, nello stesso giorno Aldo Montano vinse nella sciabola.
Giorgio Pellini invece, nel “Gala International d’Escrime” di Nancy, s’impose nettamente battendo il forte fiorettista francese Bonin. Come se non bastasse, il 10 luglio dello stesso anno a Lisbona, Aldo Montano riconquistò, a nove anni dal suo primo successo, il titolo mondiale di sciabola individuale, trascinando alla vittoria i nostri connazionali anche nella gara a squadre e dimostrando al mondo intero che, senza la Guerra, avrebbe potuto collezionare un numero di medaglie ben maggiore.Giorgio Pellini
Il 1948 fu l’anno della prima Olimpiade post-bellica e il Fides conquistò ancora due argenti nella scherma, uno nel fioretto con Di Rosa e Pellini, l’altro nella sciabola con Montano. La squadra livornese era davvero molto forte e nel 1950 vinse il prestigioso trofeo Nadi, ovvero il campionato nazionale di serie A, con la seguente formazione: Cantini, Di Rosa, Montano, Pellini, Bini, Virgilio. Il risultato venne ribadito il 27 maggio a Bologna dove nelle tre armi Cantini, Di Rosa, Montano, Tanzini, Cicogna e Virgilio non ebbero avversari. A Montecarlo ai campionati Mondiali Di Rosa, Pellini e Mirandoli, assicurano all’Italia la vittoria nel fioretto, mentre Montano dette il suo apporto a quella di sciabola. Il 1950 fu un anno ricco di successi al termine dell quale il Circolo Scherma Fides Livorno inaugurò i nuovi locali in via Roma.Manlio Di Rosa
Nel 1951 ai campionati del Mondo a Stoccolma Manlio Di Rosa entrò definitivamente nell’Olimpo dei più grandi, laureandosi campione del mondo, conquistando il suo primo successo individuale di prestigio e aggiungendo al suo palmares la nona medaglia d’oro fra Mondiali e Olimpiadi.
In quel periodo la scherma stava cambiando e andava sempre più velocemente verso un’interpretazione più atletica, come se non bastasse i paesi dell’Est e la Francia si facevano sempre più minacciosi, aumentando la concorrenza con il nostro paese. A Melbourne, nel ’56, Di Rosa conquistò l’ultimo alloro della sua carriera con la squadra italiana di fioretto che piegò in finale la Francia.









