LIVORNO. Circolo Scherma Fides, otto del mattino: due signori di mezza età aspettano appoggiati alla macchina, arriva uno scooter e dal casco spunta un’altra testa grigia, è Giulio Paroli, ingegnere e campione europeo in carica, fresco del titolo conquistato in Spagna con la squadra di fioretto in maggio: battute, abbracci con quello che viene da Lucca, è chiaro che si conoscono bene, e da molto tempo. Sono i veterani, anzi, i master, che suona meglio. Si allenano in ore rubate al sonno e al lavoro per i prossimi campionati italiani. La grinta in pedana è quella di una volta, comprese le classiche litigate da sciabolatori; magari manca qualche menisco e certamente si rispettano i limiti di velocità in pedana, ma non c’è niente di patetico in questo accanimento, c’è il piacere di perfezionare quell’arte che non si finisce mai di apprendere che è la scherma. Il Fides schiera spesso in gara Filippi, Paroli, Tanzini, Pardini, col Maestro Picchi a dispensare consigli a bordo pedana: dagli “enta” agli “anta”, con un entusiasmo e una gioia dell’assalto che magari non provavano da giovani, carichi di responsabilità agonistiche. E se poi la scherma, come io credo, è l’arte marziale dell’occidente, la via della crescita interiore non cessa certo a venti anni. Scriveva un maestro giapponese che a cinquantasei anni, non progredendo più nell’arte della spada, pensò al suicidio. Ritiratosi in preghiera in un tempio scintoista, avendo percepito un pericolo alle spalle, sguainata la spada aveva ucciso il suo nemico con un sol colpo. “da quel momento - racconta serafico il maestro - ripresi a progredire, non solo nella scherma, ma anche nella pittura e nella poesia”. In bocca al lupo, ragazzi master. Andrea Bocconi è scrittore e schermidore. Lo storico Circolo Scherma Fides Livorno è la società che vanta il primato di medaglie a livello nazionale e internazionale.
Mario Orsini