LIVORNO. Una maxi rivoluzione. Impensabile fino a poco tempo fa. Il circolo scherma Fides a livello societario cambia pelle. Del vecchio consiglio direttivo rimangono solo i ricordi. Al suo posto, l’assemblea dei soci, martedì scorso, ne ha eletto uno nuovo di zecca. Andrea Bichisecchi, quarantacinque anni ottimamente portati, amministratore di condomini e manager nel settore immobiliare è il nuovo presidente. Della nuova cordata dirigenziale fanno inoltre parte Giulio Paroli, Luciano Barsotti, Augusto Bizzi, Antonio Fidanzi, Giulio Cuccuini, Massimo Messinese, Andrea Malquori e la sciabolatrice Irene Vecchi. «Abbiamo pensato a Irene perché è, al tempo stesso, una grande atleta e una ragazza intelligente. Il suo compito principale sarà quello di portare, direttamente in consiglio direttivo, le problematiche della sala». Voglia di fare, idee innovative e nessuna preoccupazione? «Non direi. Per un paio di notti ho dormito poco ripensando a questo incarico. Se ho accettato è anche grazie a moglie Fabiana Cerrai. Nonostante i suoi problemi di salute mi ha incoraggiato a non tirami indietro». Comunque si guardi è una bella gatta da pelare. «Certamente. L’eredità lasciata dal dottor Marcello Fremura è enorme. Per trentaquattro anni è stato l’emblema della scherma, non solo labronica. Con lui alla presidenza i nostri atleti hanno primeggiato in tutto il mondo. E il Fides ha ottenuto, da parte del Coni, il Collare d’oro. Per questo, e per l’immensa stima che ho nel dottor Fremura, spero continui a rimanere con noi. Nel prossimo consiglio direttivo, proporrò la sua nomina a presidente onorario della società». Altre iniziative? «Come primo atto abbiamo riconfermato, in toto, lo staff tecnico». E poi? «Mi piacerebbe che Aldo Montano, oltre che allenarsi con noi, si iscrivesse nuovamente al Fides. Aldo è patrimonio della scherma mondiale. Quando ha la possibilità di dare continuità ai propri allenamenti è il più bravo di tutti. Gli sono bastate poche gare per scalare il ranking mondiale e issarsi al primo posto assoluto. Un grande». In che modo ha vissuto la vicenda Baldini? «Male. Con sofferenza e rabbia. Andrea è un ragazzo d’oro. Semplice e pulito. Ne sono super convinto. Qualcuno voleva incastrarlo e c’é riuscito. Mi fermo qui e non vado oltre, anche perché non ho, e non posso avere, dei sospetti specifici». Come ha scoperto la scherma? «Quasi per caso. A far scoccare la scintilla, durante le Olimpiadi di Sydney, nel 2000, è stata Valentina Vezzali. La grande Valentina. Dopo averla vista in pedana, d’accordo con mia moglie, abbiamo pensato di far provare questo sport ai nostri bambini. Abbiamo scelto l’allora circolo Perone per ragioni di orario degli allenamenti, più in sintonia con i nostri impegni di lavoro. Al Perone abbiamo avuto la fortuna di incontrare il compianto maestro Mario Curletto. Un signore delle pedane. Prima di allora seguivo il basket. Difficilmente saltavo qualche incontro. Trasferte comprese. Adesso invece cerco di non lasciarmi scappare le gare di scherma. Anche se non gareggiano i miei figli Giorgia e Simone (per la cronaca i gemelli Giorgia e Simone, nati il 13/10/1993, sono due fiorettisti emergenti, ndr)». Tre circoli scherma per Livorno non le sembrano un po’ troppi? «Indubbiamente sì. Seppur non tambur battente è una questione da affrontare, con i piedi sotto il tavolino e il cuore aperto». Priorità nella sua agenda? «Tante. In primis dotare il Fides di un sito internet, nel quale pubblicare calendari delle gare, degli allenamenti. Ma anche bilancio annuale, verbali, decisioni, circolari, e comunicazioni. Inoltre c’è bisogno di avviare, una ricerca capillare, di nuove sponsorizzazioni. La crisi c’è e si sente anche nella scherma». Trasparenza come fiore all’occhiello? «Proprio così. Tutto deve avvenire alla luce del sole». Altre iniziative? «Dare maggiore visibilità alla scherma. Portarla nelle piazze. Farla conoscere al maggior numero di persone. Magari, in occasione d’eventi culturali importanti per la nostra città. A Livorno vogliamo, inoltre, organizzare gare nazionali ed internazionali. Al PalaMacchia o meglio ancora al PalaAlgida». Un’ultima curiosità. La spada rimarrà nel dimenticatoio? «No. E’ un gap che dobbiamo colmare al più presto. Nel progetto di riorganizzazione degli spazi interni ed esterni al circolo, se vogliamo veramente crescere, dobbiamo prenderla in considerazione. Un primo passo è stato fatto. Ultimamente da noi si sono allenate Camilla e Martina, due gemelle campionesse di Pentathlon moderno. La spada con nuoto, corsa, tiro con la pistola ed equitazione è una delle cinque discipline previste. Dal punto di vista tecnico, noi al Fides, siamo a posto. Diego Pardini, Athos Tanzini, Marco Vannini e Nicola Zanotti hanno la qualifica di maestri e quindi sono in grado di insegnare ottimamente tutte e tre le armi».
Mario Orsini