LIVORNO. Esordio con il botto del diciottenne Tommaso Lari in Coppa del Mondo assoluta di fioretto. A Copenaghen, nella gara d’apertura della stagione agonistica, con un eccellente terzo posto, è di gran lunga il più bravo tra gli azzurri. Al via ben 88 spadaccini provenenti da tutto il mondo. Cinesi e russi compresi. Dopo una discreta partenza - quattro vittorie su sei nei gironi - Tommaso Lari innesta il turbo. Renee Pranz (15-12), l’olandese Sebastiaan Borst (15-5), l’austriaco Moritz Hinterseer (15-12) e il russo Alexandre Stoukaline (15-14), sono costretti, anzitempo, a fare le valigie. Per fermare Tommaso Lari, in semifinale, ci vuole tutta la rabbia agonistica di Richard Kruse, poi vincitore della gara. Con un po’ più di concentrazione, nella fase iniziale dell’assalto, forse anche per il suddito di Sua Maestà ci sarebbe stato poco da fare. A spiegarlo è lo stesso Tommaso. «In semifinale sono partito un po’ contratto. In un batter d’occhio ero già sotto 9-1. A quel punto è iniziata la mia rincorsa. Alla fine ho perso ma a testa alta 15-12. Forse se ero un po’ più incisivo all’inizio la finalissima non sarebbe rimasta un sogno. Sarà per un’altra volta». Oltre al bel risultato Tommaso Lari si porta a casa la consapevolezza che a certi livelli può già dire qualcosa d’importante anche lui. «E’ vero mancavano i primi cinque o sei del ranking mondiale ma gli altri c’erano tutti. La gara tecnicamente è stata quindi di buon livello». A tessere le lodi del giovane Tommaso è anche Athos Tanzini suo maestro, insieme con Marco Vannini e Brando Messinese, al glorioso circolo Fides. Ascoltiamo. «Tommaso è stato come il solito grandissimo. Doveva andare a Copenaghen per fare esperienza ed è invece tornato con un terzo posto. Meglio di così». Nella capitale danese discreta prestazione anche di Alessandro Paroli anche lui del circolo Fides. Alla fine con il 45º posto riesce a posizionarsi a metà classifica. L’unica sfortuna di Alessandro è aver trovato, troppo presto, sulla sua strada il forte francese De Lamballerie. 17º posto, invece, per Simone Vanni. Il campione del mondo di Lisbona (2002), allievo del maestro Paolo Paoletti al “ClubScherma” Livorno al PalaBastia, forse ancora un po’ a corto di preparazione si è arreso nei 16.mi al britannico Beevers. Mario Orsini
Mario Orsini