ODENSE (Danimarca). Ancora una medaglia per le lame azzurre nella terza giornata dei campionati europei giovanili di Odense. L’oro stavolta è finito al collo della squadra di fioretto maschile, mentre quella di sciabola femminile ha chiuso soltanto quinta. Il livornese Tommaso Lari insieme a Daniele Garozzo (già campione europeo nella gara individuale), Francesco Trani e Michele Di Francisca si sono imposti nei quarti di finale contro la Danimarca con 45-21. In semifinale hanno battuto l’Ungheria 45-23, in finale la Russia 45-30. Le sciabolatrici Rossella Gregorio (oro nella competizione individuale), Lucrezia Sinigaglia (medaglia di bronzo individuale), Caterina Navarria e Paola Guarneri sono arrivate al sesto posto. Prima, si sono arrese alla Ucraina nei quarti con 35-45, poi hanno battuto l’Islanda per 45-25. Nella finale per il quinto posto, non ce l’ha fatta contro la Russia (27-45). Il titolo è andato alla Polonia, vincitrice con 45-43 contro la Germania. Tommaso Lari è nato a Livorno il 5 dicembre 1990 ed è tesserato per il glorioso Fides. In questa stagione ha vinto l’oro individuale e a squadre ai campionati mondiali giovanili di Belfast ed ha vinto una tappa della Coppa del Mondo di categoria a Bratislava. Si è cimentato già anche nella categoria superiore, gli Under 23, dove ha centrato un ottimo quinto posto ai campionati italiani, ed è arrivato settimo agli Assoluti. Entrambe diciassettenni. Carine, educate e studiose. All’istituto industriale Galilei Beatrice Monaco, al liceo scientifico Dini di Pisa, Olga Rachele Calissi. Insomma le classiche ragazze acqua e sapone. Amiche e rivali in pedana. Una sana rivalità con tanto rispetto e senza colpi bassi. Beatrice Monaco si allena con il maestro Athos Tanzini, al glorioso circolo Fides di via Allende. Olga Rachele Calissi, invece, al PalaBastia, al ClubScherma Livorno del maestro Paolo Paoletti. Insieme alla senese Alice Volpi, anche lei del 1992, sono la linfa nuova del fioretto femminile nazionale. Tre ragazzine già nel mirino del Ct Stefano Cerioni. A Odense hanno fatto saltare il banco. Una prestazione super che non arriva per caso. Beatrice nella prima adolescenza aveva dimostrato d’avere classe e talento. A dodici ha vinto il suo primo titolo italiano nella categoria giovanissimi. Un successo bissato due anni fa negli under 17 (cadetti). A livello internazionale ha già fornito tante belle prestazioni. Per lei il suo maestro Athos Tanzini stravede: “E’ più matura dell’età che ha. E’ molto educata ed ha una grande sensibilità. Tecnicamente non si discute. Scelta di tempo, esplosività nelle gambe ed intelligenza tattica, sono le armi migliori”. Olga Rachele Calissi ha tardato un po’ di più a carburare. Quando ha innestato il turbo (da poco più di un paio d’anni), in alcuni momenti è stata quasi devastante, specialmente fuori dall’Italia. Due successi consecutivi nella categoria cadetti ai campionati europei e l’argento, tra gli under 20, di lunedì non sono una bazzecola. Se a questo aggiungiamo altre performance in campo mondiale, a livello individuale e a squadre, si arriva quasi alla quadratura del cerchio. Determinazione, voglia di migliorarsi, disponibilità ed umiltà ad ascoltare le”dritte” di un super maestro come Paolo Paoletti e un talento fuori del comune le hanno consentito di bruciare le tappe.
Mario Orsini