LIVORNO. Bis regale. Irene Vecchi, diciannove anni ancora da compiere, vince ad Ancona per il secondo anno consecutivo il campionato italiano under 23 di sciabola, ribadendo a chi non l’avesse ancora capito, che a livello nazionale, escluso le ben più “stagionate” Gioia Marzocca (dieci anni di più), Ilaria Bianco (nove) e Alessandra Lucchino (cinque), di essere di gran lunga la più forte sciabolatrice del reame. Per portarsi a casa questo nuovo alloro tricolore ingaggia, nei tre assalti conclusivi, un duello privato con tutta la pattuglia campana di Salerno. Nei quarti di finale si toglie un sassolino dalla scarpa costringendo alla resa la giovane a scalpitante Rossella Gregorio che a Frascati, nella prima prova di qualificazione ai campionati italiani giovani, quando ormai i giochi erano fatti e si gareggiava per la gloria, l’aveva battuta. Infine in semifinale e finale riserva lo stesso trattamento (15-10 e 15-12) alle altre due concittadine della Gregorio: Roberta Elefante e Mariangela Postiglione, entrambe nel giro della nazionale maggiore e di ben quattro anni più grandi di lei. «Rossella Gregorio l’ho battuta 15-13 non 15-14 com’è stato scritto sul sito della federazione», precisa la brava Irene. I fiorettisti. «Le cose non sono andate benissimo», spiega Marco Vannini. In campo femminile Ilaria Celati e Claudia Stagno per impegni scolastici (Ilaria) e un “noioso mal di schiena” (Claudia) rimangono a casa. Tra i maschietti, presenti ad Ancona, l’unico a rendere secondo le aspettative è Alessandro Paroli. Il decimo posto finale arriva dopo un buon girone e qualche bella diretta (15-5 a Perini). Paroli successivamente si arrende (quest’anno è la terza volta) a Martino Minuto, uno dei fiorettisti più bravi a livello nazionale e non solo. «Questa volta però Alessandro parte bene e con classe e intelligenza si porta sul 10-5 in suo favore. Quando il più sembra fatto non riesce più a gestire, in maniera ottimale, la fase difensiva. Subisce così un parziale di 10-1 e una nuova sconfitta», parole di Marco Vannini. Brando Messinese (31º) dopo aver battuto il torinese Sopegno, si arrende al solito Martino Minuto. Tommaso Lari (33º), invece, le busca dal non irresistibile Federico Braga. «Non sono riuscito a gestire bene l’assalto», afferma il bravo Tommaso. Stessa sorte, nella prima diretta, anche per Samuele Frosini bruciato al fotofinish (15-14) da Pelli. Per Befani e Scarolo, infine, il biglietto per tornarsene a casa viene consegnato addirittura al termine del girone di qualificazione. Gli sciabolatori. Sfortunata Elena Terreni. Quando ormai viaggiava a vele spiegate, verso le posizioni che contano, è costretta alla resa dall’amica Irene Vecchi. Per lei, in ogni caso, un non disprezzabile 16º posto. Gli sciabolatori, invece - i loro maestri sono d’accordo - potevano fare un po’ meglio. Jacopo Rubini (21º) dopo aver strapazzato Pinto (15-4) perde da Bianchi di Ariccia. Anatoli Brognoli (33º) si arrende al forte Mauceri e Lorenzo Santalena (36º) alza bandiera bianca di fronte a Bonino.
Mario Orsini