LIVORNO - Andrea Baldini è tornato a casa dal ritiro parigino in occasione del Natale. Rimarrà a Livorno fino al 7 gennaio, se si esclude una breve parentesi in un agriturismo fuori porta per passare l'ultimo dell'anno in compagnia di amici e familiari. Fin qui niente di strano, o meglio niente di particolarmente interessante. Così come niente di nuovo arriva dagli ambienti giudiziari. Le indagini sull'esposto-denuncia presentato da Baldini alla Procura di Livorno proseguono sottotraccia. Il fiorettista si è sempre proclamato innocente e i fatti, così come il costrutto difensivo che l'avvocato Bongiorno ha illustrato al giurì della Fie, gli danno ragione. Baldini era già qualificato per Pechino, il suo unico e vero obiettivo stagionale, e aveva subìto durante la stagione una serie impressionante di controlli antidoping, vista la sua posizione in classifica e i risultati raggiunti. Una settimana prima degli Europei di Kiev aveva superato due test, di cui uno a sorpresa (normale prassi) e uno perché aveva raggiunto il podio, durante gli assoluti italiani. E il furosemide, il diuretico che spunta improvvisamente nelle sue urine a Kiev è in concentrazioni tali da far pensare ad un' assunzione talmente ravvicinata alla gara, che già di per sè scongiurerebbe di fatto ogni efficacia coprente del farmaco, avallando cioè l'ipotesi di sabotaggio. A ragion di logica basta questo, e avanza, per scagionare Baldini. Anche perché oltre alla dose di furosemide non c'era altro, come dimostrano pure le controanalisi. Il pm Tenerani ha più o meno completato il quadro delle audizioni e un'idea di quanto accaduto probabilmente se la sarà fatta. Ora si tratta solo di aspettare la piega che prenderanno le indagini. Intanto sembra che la Wada (l'organismo internazionale dell' antidoping) dal primo gennaio del 2009 sia intenzionata a includere il diuretico in questione tra le sostanze proibite non dopanti. Questo fatto secondo il presidente della federazione Giorgio Scarso potrebbe essere un'arma in più nella difesa di Baldini: "L'aspetto per così dire disciplinare", sottolinea Scarso, "diventerebbe ancora meno pesante, quando torneremo a difendere la posizione del nostro atleta di fronte alla nuova commissione che si dovrà comporre dopo l'elezione del nuovo presidente della Fie, Usmanov". Baldini non perde tempo. Ha ricominciato a allenarsi, lasciando il Fides e passando al Club Scherma di Paolo Paoletti. Una decisione importante che permetterà ad Andrea di continuare ad allenarsi con il suo Maestro di sempre. "Baldini ha ripreso ad allenarsi con il solito impegno" dice Paoletti. "Qui tira con Simone Vanni che alleno già da due anni e naturalmente con i ragazzi del Club. "Le sue condizioni al momento sono buone, anzi, visto i precedenti, direi ottime. Al punto che potrebbe già rientrare alla grande". Intanto al Club Scherma Livorno è stato festeggiato l'anno di attività con una festa alla quale sono intervenuti tutti i soci, grandi e piccoli, e dove il presidente Luisa Paoletti ha premiato con medaglia d'oro Olga Calissi e Lorenzo Nista. La Calissi, campionessa europea individuale e a squadre cadette e Nista finalista agli italiani sempre cadetti, ambedue convocati in rappresentative nazionali. Olga seppur Cadetta è stata convocata agli ultimi campionati Europei under 20 di Amsterdam dove è salita sul terzo gradino del podio nella gara a squadre. Medaglie d' argento sono andate anche ai componenti della squadra maschile che classificandosi 2° alla gara nazionale di C sono passati in B2: Matteo Trovato, Lorenzo Nista, Enrico Bellucci e il loro Maestro allenatore Lorenzo Paoletti. Stessa gratifica per i finalisti delle gare nazionali under 14, Rachele Fattorini, Roberto Bellucci e Angelica Orfino. Insomma, un 2008 che per il neo costituito Club è stato davvero esaltante.
Enrico Paradisi