LIVORNO - «Qui sono venuto a contatto con la storia della scherma, ho preso esempio dai maestri e dagli atleti più grandi di me, ho fatto tesoro dei racconti sui Nadi, i Montano, su Rigoli, Curletto e Scuri. Tutto mi affascinava e la voglia di emulazione era sempre alta». Sono le parole di uno schermidore livornese che non ha avuto la possibilità di arrivare ai vertici mondiali ma che descrive bene il segreto del Circolo Fides di Livorno, la società più medagliata al Mondo. L' argento mondiale di Andrea Baldini, conquistato martedì scorso a Torino, è solo l' ultimo alloro di una serie incredibile cominciata dai fratelli Nedo e Aldo Nadi (9 medaglie olimpiche) e proseguita attraverso le imprese di Tanzini, Curletto, Perrone e dei tre eroi di Monaco '72, Rolando Rigoli, Mario Aldo Montano, Mario Tullio Montano che, insieme a Maffei, conquistarono l' oro nel fioretto a squadre. Più di recente sono arrivati i trionfi di Salvatore Sanzo (cresciuto nella scuola di scherma di Pisa e poi trasferitosi al Fides proprio nel periodo della vittoria ad Atene) e l' oro olimpico, con il conseguente impatto mediatico, di un personaggio come Aldo Montano. Insomma Livorno si conferma la miniera d' oro della scherma italiana e il Fides la fucina di grandi campioni. Chiedere il segreto di questa lunga tradizione al presidente del circolo Marcello Fremura e un po' come chiedere a un grande chef la ricetta del suo miglior piatto: «Segreti? Non li svelo, posso solo dire che il nostro primo obbiettivo è sempre stato quello di saldare il passato glorioso con il futuro, puntando tutto sulla voglia di apprendere dei giovani. I piccoli schermidori si allenano con i grandi campioni e ascoltano le storie dei medagliati del '900, si appassionano e amano sempre di più questa disciplina. E' fondamentale poi ricordare che andiamo avanti con lo stesso spirito di chi fondò il Fides, uno spirito che i soldi non sono riusciti ha contaminare, come invece è accaduto in altri sport». Basta entrare nella palestra del circolo per cogliere subito un' atmosfera particolare fatta di tradizione e talento. Un mix straordinario così come spiega Carlo Montano, argento nel fioretto a squadre nel 1976 a Montreal e attuale vice presidente del circolo: «Siamo un bel gruppo, dirigenti istruttori e allievi vogliono un gran bene al Fides, sentono il circolo come una cosa propria ed è per questo che riescono a dare sempre il massimo. Abbiamo oltre 200 iscritti e in Italia non ci sono altre realtà così grandi, siamo all' avanguardia per quanto riguarda le tecniche d' insegnamento e poi abbiamo il coraggio d' innovare. Le faccio un esempio, all' inizio degli anni '90 eravamo in crisi, la nostra scherma era troppo lineare, mentre Cerrioni vinceva con le famose "frustate". Abbiamo cambiato istruttori e in poco tempo siamo tornati ad ottenere grandi risultati. Quali sono le giovani speranze che crescono dietro Baldini? Tra i ragazzi segnalo Francesco Senni, Alessandro Paroli e Tommaso Lari, tra le femmine annotatevi i nomi di Irene Vecchi, Elisa Ageno e Elena Terreni, ne sentirete parlare». (l.s.)
Luca Salvetti









