
La scherma è un’arte praticata fin da tempi remoti ed ebbe cultori in tutte le civiltà del passato. In epoca romana, oltre ai doctores armorum, maestri che addestravano i giovani nel maneggio della spada, si diffuse la scherma come attività agonistica praticata da veri e propri professionisti: i gladiatori.
I "duelli" dei gladiatori, sebbene cruenti e spesso mortali, ebbero il merito di diffondere il lato "spettacolare" della scherma anche all'esterno dell'ambito militare. I combattimenti nelle arene furono in un certo senso i progenitori delle "sfide cavalleresche", dei "tornei d'armi" e delle "sfide in sigolar tenzone" del medioevo, periodo al quale risalgono le prime pubblicazioni ed i primi trattati di scherma e durante il quale ebbero grande diffusione le scuole dei "Maestri d'arme".
Nel corso di più secoli il duello schermistico, accompagnato anche dall’evoluzione delle armi (dal gladio romano, ai famosi spadoni medievali, fino alle moderne armi da punta e da taglio), ha gradualmente abbandonato il limite della scherma militare per estendersi all’uso civile come salvaguardia personale, dell’onore e dei principi morali.
Con il Rinascimento e l'abbandono delle pesanti armi medievali, la scherma cominciò ad assumere sempre più il carattere di sport agonistico e portò alla ribalta schermidori e i maestri d’armi di fama mondiale, soprattutto italiani e francesi. Nel 1410 le scuole di scherma italiane raggiunsero la maggior notorietà tanto che furono frequentate da nobiluomini di Francia, Spagna e Germania; celebri erano anche le scuole francesi e quelle spagnole di Toledo.
Con la fine del Seicento, la scherma come arte e sport decadde per riprendersi solo verso la metà del secolo XIX grazie al rilancio effettuato prima in Francia poi in Italia: l’antagonismo tra i maestri italiani e francesi contribuì a diffondere la scherma come sport soprattutto in Europa dove sorsero nuove valide scuole come quelle ungheresi, russe e polacche.
Nel XVII secolo vennero introdotte importanti innovazioni nel campo della scherma sportiva. La prima, fondamentale, fu lo sviluppo di una nuova arma da allenamento, destinata unicamente all'intrattenimento: si trattava di uno strumento leggero e con la punta allargata o ripiegata per ridurre il rischio di ferite. La nuova arma prese il nome di “fioretto” in virtù del fatto che l'ingrossamento (o la ipiegatura) della punta poteva ricordare il bocciolo di un fiore.

Nell'ottocento, anche se il ricorso ai duelli al primo e all'ultimo sangue era frequentissimo, iniziò a diffondersi la cosiddetta "scherma da sala", una scherma esclusivamente ludica che vide il fioretto come arma principe e che raccolse sempre più ampi consensi fino a quando, nel 1896, la scherma, nelle sue specialità fioretto - spada e sciabola, fu ammessa alle Olimpiadi.









